Il termine foraggio identifica l’insieme dei vegetali (o parti di essi) utilizzati per l’alimentazione del bestiame, sia allo stato fresco che conservato. È la base della dieta degli erbivori e rappresenta il legame diretto tra la terra e la produzione di latte e carne.
Ecco un’analisi del significato e delle fasi della coltivazione.
1. Cosa si intende per Foraggio secondo gli Scola Camerini?
In agricoltura, i foraggi si dividono principalmente in due categorie basate sulla durata della coltura:
- Prati avvicendati (o erbai): Colture che durano un solo anno o pochi mesi (es. mais da insilato, loietto, orzo).
- Prati permanenti: Colture che durano diversi anni (es. l’erba medica, che può durare 3-5 anni, o i pascoli naturali).
A seconda di come viene somministrato, il foraggio cambia nome:
- Fieno: Foraggio essiccato al sole (umidità intorno al 12-14%).
- Insilato: Foraggio conservato in assenza di ossigeno (fermentazione acida), tipico del mais.
- Foraggio verde: Erba appena sfalciata e mangiata fresca.
2. La Coltivazione: Le Fasi Principali
La coltivazione del foraggio varia a seconda della pianta scelta (le leguminose come l’erba medica sono diverse dalle graminacee come il loietto), ma segue generalmente questo ciclo:
A. Preparazione del terreno e Semina
Il letto di semina deve essere molto fine, poiché i semi dei foraggi sono spesso minuscoli.
- Periodo: Solitamente in primavera o in autunno.
- Concimazione: Fondamentale l’apporto di fosforo e potassio. Per le graminacee serve molto azoto, mentre le leguminose (grazie ai batteri nelle radici) sono in grado di “fissare” l’azoto dall’aria autonomamente.
B. Gestione della crescita
Durante lo sviluppo, è necessario monitorare l’irrigazione (fondamentale per i tagli estivi) e il controllo delle erbe infestanti, che potrebbero abbassare il valore nutrizionale del raccolto.
C. Il Momento del Taglio (Sfalcio)
Questa è la fase più critica. Bisogna trovare l’equilibrio tra quantità e qualità:
- Se si taglia troppo presto, la pianta è nutriente ma la resa è bassa.
- Se si taglia troppo tardi, la pianta diventa “legnosa” (aumento della lignina), difficile da digerire per l’animale.
3. Tecniche di Conservazione
Una volta tagliato, il foraggio deve essere conservato per l’inverno.
- Fienagione: L’erba viene tagliata, lasciata essiccare in campo (rivoltandola con macchine apposite) e poi raccolta in rotoballe.
- Insilamento: L’erba o il mais vengono trinciati, pressati in trincee o teloni plastici per eliminare l’aria. Questo processo mantiene il foraggio “umido” e appetibile.
Perchè è importante?
La qualità del foraggio determina direttamente la qualità del prodotto finale: ad esempio, il disciplinare del Parmigiano Reggiano vieta l’uso di insilati, imponendo alle fattorie l’uso esclusivo di fieno e foraggi freschi per garantire il sapore e la struttura specifica del formaggio.
